About Us

Vivo e lavoro a Pescara. Mi sono diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Ho insegnato al Liceo Artistico Francesco Arcangeli di Bologna e al Liceo Artistico Giuseppe Misticoni di Pescara.

Dagli anni '70 mi sono occupa di incisione e dagli anni ’90 porto avanti una ricerca che insiste sulla peculiarità plastica della morfologia autoptico-fisiognomica utilizzando la "stereografia" come pratica visiva.

Il Disegno

Lucio Fontana

Image

I was born as an engraver.
in the beginning was the drawing...drawing is a primordial act; thinking that becomes communication at first with yourself and then with the others.

The graphic sign is indelible, like a
wound, a scratch, a groove, an identity affirmation, an epiphany.

My work (especially the one on my website) consists of a research that specializes in the stereographic and perspective image of the head.

It originally intersects with my experience as a teacher of pictorial subjects in artistic high schools; an activity I have carried out with passion, with the precise intention not to transmit non-edifying and non-training random messages, for I was determined to propose speculative methods of knowledge through processes of analysis and reflection.

This is the reason why I committed to an incessant search for study and experimentation, testing, disassembling and reassembling the contents. A study that has also included the creation of a large number of illustrative and simplified graphic cards developed for my students, such as handouts.

In fact, I have rarely used conventional manuals, preferring to elaborate new practical paths, useful to explain step-by-step how to reflect, observe and identify first of all the (geometric) synthesis and then the analysis of the form. (See for example some graphic cards relating to the geometric measurement of the human figure; anatomical tables relating to the structural anatomy I have abandoned in the cupboards of the last high school where I used to teach...). Back to my actual personal research I think it is very important the control and the conscious mastery of the form and content seen as a unity of the language. I do not like liberating or unscrupulous escapes and dives into the void, which I consider to be provocations for their own sake, driven mainly by the conformism of nonconformity.

I avoid aestheticizing or retinal effects as well as the spectacularizing of the image.

I am attracted to the magnetic seductiveness of the metaphor, the evocative psychic intrigue and the alchemy between the body-sensorial perceptiveness, the evocative power of the probable; that is and the dual asymmetry between hyper uranium and physicality.

Among the contents of the science of the image I am particularly interested in perspective and chiaroscuro, mainly because it is thanks to them that both the infinity (space) and the definiteness of the volume and shape, the physical heaviness and at the same time its lightness can be graphically represented.

The graphic representation, however figurative it may be defined, is always abstract and the representation of the human figure, among all the other real things that can also be represented, always remains the most provocative and philosophical real image of all...
It is a magical transfiguration of the ego.

In the '60s and' 70s the myth of Lucio Fontana was dominant and as a novice, I was influenced by it.

In fact it is from Fontana’s Spatial Concept that the aforementioned description of the symbolism of the graphic sign derives.

Our History

In principio era il di-segno...

Il paradigma aptico pone gerarchicamente il toccare (visivo) al vertice della scala della sensorialità. L’esperienza estetica della pittura è ottica, mentre quella della scultura è aptica. Lo sguardo che proietta la bellezza in una scultura non è uno sguardo “che vede” o uno sguardo “che guarda”, ma uno sguardo che tocca, che palpa.

Il disegno è atto primordiale; pensiero che si fa comunicazione, prima ancora che con l'altro, verso sè stessi, verso il proprio sè. Il 'segno grafico' è: indelebile, ferita, graffio, solco, affermazione identitaria, epifania. Il mio lavoro (soprattutto quello che è ora pubblicato nel mio sito) è costituito da una ricerca che si specializza nell'immagine stereografica e prospettica della testa; esso in antica origine si interseca con la mia esperienza di docente di discipline pittoriche nei licei artistici; una attività che ho svolto con passione. Avevo il preciso intento di evitare di trasmettere messaggi aleatori non edificanti e non formativi, sono stata determinata a proporre modalità speculative di conoscenza attraverso processi di analisi e di riflessione. Per questo motivo ho iniziato ad attivarmi in una incessante ricerca di studio e sperimentazione, testando, smontando e rimontando i contenuti; studio che ha compreso anche l'elaborazione di una gran quantita' di schede grafiche esemplificative elaborate per gli alunni, quali dispense; infatti, raramente ho utilizzato i manuali convenzionali preferendo elaborare ex novo percorsi esercitativi, utili a spiegare “passo-passo” come riflettere, “osservare”, ed individuare prima la sintesi (geometrica) e poi l'analisi della forma.

Vedasi schede grafiche esemplificative relative allo smomtaggio geometrico della figura umana - tavole anatomiche relative alla “anatomia strutturale” che ormai ho abbandonato negli armadi dell' ultimo liceo dove ho insegnato...

Tornando a quella che è ora la mia ricerca personale, ritengo molto importante il “controllo” e il patrocinio consapevole dell'unita' forma-contenuto del linguaggio. Non amo le “fughe” liberatorie o spregiudicate, i “tuffi nel vuoto” che reputo essere provocazioni fini a sè stesse, mosse piuttosto dal conformismo dell'anticonformismo. Rifuggo gli “effetti” estetizzanti o retinici cosi' come la spettacolarizzazione dell'immagine. Mi attraggono la seduttivita' magnetica della metafora, l'intrigo evocativo psichico e l'alchimia tra: percettivita' corporeo-sensoriale e potere evocativo del verosimile; la duale asimmetria tra iperuranio e corporeità.

Tra quelli che sono i contenuti della “scenza dell'immagine”, mi interessano particolarmente la prospettiva e il chiaroscuro, poichè grazie ad essi si possono rappresentare graficamente sia l'infinito (lo spazio) che la de-finitezza del volume e della forma, la pesantezza fisica e al contempo la sua leggerezza.

La rappresentazione grafica, per quanto la si possa definire “figurativa”, è sempre astratta; e la rappresentazione della figura umana, tra tutte le altre cose reali che possono essere altresì rappresentate, resta sempre l'immagine “reale” piu' provocatoria e filosofica tra tutte... è una sorta di controfigura dell'io.

negli anni 60' e 70' il mito di Lucio Fontana era dominante e anch'io sin da novizia, ne sono stata influenzata, infatti è dal “concetto spaziale” di Fontana che proviene la sopracitata descrizione della simbolismo del segno grafico.

1997

Sculture Grafiche

I lavori del 1997, (le pizzette di legno) che potrei definire: “sculture grafiche”, sono costituitie da un disegno su carta, il quale è successivamente controfondato da un cilindro irregolare (sghembo) di mediodens.

1997

2003

Stereografie Analogiche

2009

Pupille

35 tavolette, su ciascuna delle quali la testa è disegnata con il solo “segno” grafico della linea di contorno.

2009

2020

Stereografie in Giallo

Sequenza stereografica

2022

Pouf

Sequenza stereografica. Pouf di gommapiuma rosa.

2022

2025

Egocentri