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Planimetrie Volumetriche

Per comprendere meglio la funzione di questi schemi grafici costituiti da linee parallele, possiamo evocare l'immagine di  un terreno collinare, sul quale diligentemente un aratro funambolico abbia compiuto una aratura facendo solchi geometricamente paralleli i quali  però a causa delle ondulazioni e dei dislivelli del suolo appaiano otticamente curvilinei invece che rettilinei...

In modo analogo, le linee parallele di cui sono costituiti questi disegni, “solcano” (con modalità quasi incisoria) e scandagliano “tattilmente” tutta la superficie della figurazione; e quindi,  i percorsi lineari,  come nella metafora della aratura, si curvano, talvolta si “gonfiano”, per corrispondere ed assecondare, il più sensibilmente possibile quella che è la morfologia plastica attenzionata. Infatti, queste elaborazioni grafiche sono supportate da un particolare processo di osservazione e di percezione non semplicemente visivo, bensì “aptico” (funzione tattile dello sguardo).

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In generale, gli studi anatomico-strutturali si prefiggono di analizzare  la complessità della forma al fine di individuarne e comprenderne l'essenza morfologica in chiave geometrica. Nella fattispecie del del tutto particolare riguardante questi disegni schematici elaborati “a reticolato”, che potremmo considerare come una sorta di planimetrie,  lo studio intende  tradurre, o meglio “trasferire”, grazie alla precisa  curvatura delle linee, quelli che sono gli aggetti e  le complessità degli andamenti plastici propri della figurazione.  Per raggiungere questo scopo, l'elaborazione del segno grafico si sintonizza con l'esercizio di osservazione aptico; di conseguenza,  le linee “palpano” le superfici plastiche “salendo e scendendo” sui volumi reali.

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In questi studi grafici, il “segno”  si avvale:  della regole della prospettiva, di una forte abilità tecnica chiaroscurale, nonchè della teoria delle ombre; e in forza di queste alleanze, comprendenti sensorialità e conoscenza tecnico-scientifica il segno grafico si propone strenuamente di superare la propria peculiare bidimensionalità e di riuscire a traslitterare all'interno del proprio linguaggio grafico la consistenza corporea della scultura.

Il sistema calligrafico lineare ( planimetrico) con il quale vengono rappresentati i volumi, ricorda sia quello tipico  delle antiche incisioni a bulino, che quello della grafica delle scansioni  3D con  le sue caratteristiche “curve nurbs”. L'intento analitico (o anatomico) di questi studi, esorcizza il pericolo di un eventuale lettura di tipo estetico, o,  espressivo- illustrativa che potrebbe vederli quali semplici rappresentazioni di maschere disturbanti ...