Stereografie in Giallo
le teste rappresentate sono come oggettificate. Da sogetti umani sono trasfigurati in “oggetti”; ovvero “soggetti” umani del tutto depersonalizzati. mancano la vivezza e le caratteristiche espressive e comunicative del ritratto; rimane la connotazione morfologica o anatomica.
Il senso residuante potrebbe riassumersi nella seguente frase: tutte le facce e le teste sono uguali tra loro e nello stesso tempo ciascuna è diversa da tutte le altre; ognuna è una unità a se stante e rappresenta la propria etnia e la propria genealogia e la propria unicità genetica.
l'intento è quello di realizzare un particolare tipo di tromp l'oeil ipermetropo nel quale il volune si sovraespone e sbalza in avanti.
l'estrapolazione esasperata del dettaglio del cranio, ormai diventato un feticcio stereografico e rotante, accentua l'idea della rappresentazione fantasy della luna ma è anche: ”luna in ciel..”.












